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Musica

The Dopamines e la morte del pop punk

Nella seconda metà della scorsa decade il pop punk era molto probabilmente il genere più ascoltato da chi, come me, veniva dalla precedente esplosione del punk rock datata anni 90, con miriadi di band praticamente tutte uguali ma allo stesso tempo fighe, e fighi erano anche i Dopamines, nati per emulare principalmente band come i Copyrights.
Voi direte “Sticazzi emulare i Copyrights”, e io potrei anche darvi ragione, se non fosse che erano forse la mia band preferita, capaci di unire melodie, velocità e testi interessanti.

I Dopamines entrano nel mio stereo con il loro disco d’esordio datato 2008, credo grazie ad uno scambio dischi con la It’s Alive records, etichetta che nel periodo citato la faceva da padrone sul genere.
Amore a primo ascolto.
Sound molto tirato e ignoranza a palate : in pratica tutto quello di cui avevo bisogno in quel momento.

Come detto su, i Copyrights erano i principali riferimenti per i Dopamines, a volte quasi identici da rasentarne il plagio.
Ma era pur sempre punk rock, quindi who cares?
Seguirono altri due dischi molto carini, mentre il terzo datato 2017 l’ho praticamente ignorato perchè occupato giustamente in cose più interessanti da fare…

Nel frattempo però, insieme al mio amico Enriquez, sono stato il primo a farli suonare nella provincia milanese, con un live divertente e anche carico di gente.
Ovviamente loro con gli anni si sono lasciati andare all’alcolismo più becero e scrivo questo post proprio in base alle contestazioni che hanno ricevuto nelle date italiane di pochi giorni fa.
Contestazioni che a volte mi fanno anche un po’ tenerezza (nel senso buono del termine, non voglio assolutamente prendere in giro amici e conoscenti), perchè si tratta pur sempre di punk rock (vedi sopra) e certe cose vanno accettate e digerite.
Potrei fare mille esempi di band acclamate, con cachet gonfi e capaci di prestazioni sul palco da legge 104.
Fa parte del gioco in questo genere, ma sono cose che i punk rockers moderni non riescono ad accettare, forse giustamente secondo il loro punto di vista, ma io che sono vecchio, rincoglionito e polemico lo accetto e a volte ne rido (sempre senza mancare di rispetto a nessuno eh…).

Il pop punk che tanto mi piaceva in quel periodo è morto.
Lo ricordo con affetto e immutata stima, ma era già traballante dopo tre anni di dischi tutti uguali, perfetti e stilosi.
Forse è morto anche per questi atteggiamenti, forse solo perchè è mancato un ricambio generazionale e la voglia di innovare un genere, se mai fosse stato possibile farlo.
Oggi vedo i Masked Intruder e piango dalla noia.
Vedo i Teenage Bottlerocket suonare ancora nonostante siano finiti nel 2009.
Vedo idolatrare i Copyrights che non azzeccano un’uscita da “Learn the hard way” (album grandioso quasi quanto i precedenti tre).
Vedo tanta ipocrisia e tanta gente che dovrebbe prendersi una vacanza dal punk rock, compreso il pubblico.

Questo è.
E come un novello Santi Licheri, mando a cagare i Dopamines e dichiaro chiusa l’udienza.

Canzone di sottofondo consigliata : Easy Living – The Dopamines (2008)

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