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Le Focaccelle di Antonio Banderas

Ho appena finito di vedere un film con Antonio Banderas e, ogni volta che appariva, la mia mente sovrapponeva le sue schifosissime Focaccelle alla sua losca faccia.
Immaginate questa cosa tenendo presente che il nostro eroe nel film, intitolato “Bullet Head”, fa anche la parte del cattivo, e io un ex fornaio del Mulino Bianco addestratore di cani da combattimento non l’avevo mai visto e mai avrei voluto vederlo.

Colpa di Netflix certo, ma anche colpa del caldo di agosto e un po’ anche colpa mia che con la scelta dei film ho sempre qualche problema.

Sulle Focaccelle in realtà andrebbe scritto un horror, magari ambientato in una fattoria dove vengono portati i bambini che si comportano male o che rispondono “NO” ai loro genitori.
Una fattoria gestita da questo ex fornaio, brutto, con 8 dita (le altre due perse sul lavoro), pelato con il riporto, i denti marci e la erre moscia.
Il suo granoturco viene concimato con la cacca della moglie defunta anni prima (lui ha conservato le feci in una teca con il santino di Gianluca Vacchi) e viene trebbiato a mani nude dal figlio, chiamato Goffredo in onore di Fabrizio Ravanelli, eroe giovanile del nostro caro ex fornaio.

La ricetta delle Focaccelle è segreta, ma tutti sanno che nell’impasto viene versata, oltre alla colatura di alici di Cetara (fecondate da delfini), la sostanza che da il nome al Crystal Ball, dal quale prendono il tipico sapore.

L’ex fornaio teme che la ricetta possa venire scoperta e compromettere il suo business, così fa uccidere tutti i bambini il cui nome inizia per X.
Resosi conto che quasi nessun bambino ha un nome che inizia per X ci riprova con la Z.
Solo in quel momento capisce di essere stupido, si suicida per sbaglio e il figlio vende la ricetta delle Focaccelle su Ebay.
La compra la Coca Cola e il figlio con i soldi ricavati compra la Coca Cola, intesa come fabbrica.
Il mondo finisce e di conseguenza finisce anche il film.

Ditemi voi se non fa troppo caldo.

 

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