la vita è un casino
Ansie

La vita è un casino

La vita è un casino o è un casino scegliersi una vita più tranquilla?
Nemmeno il buon Marzullo saprebbe rispondere a cotanta filosofia.
Non scrivo da due mesi.
Due mesi nei quali è successo un po’ di tutto.
Ho perso per sempre uno dei miei migliori amici, stroncato da un fottuto male che lo ha divorato in poco più di un anno.
L’ho visto per l’ultima volta due giorni prima di morire, non era più lui, magro, stanco, con quel desiderio di andarsene che lottava con la voglia di stare ancora qui, con sua moglie e con noi che gli volevamo bene.
La vita è un casino perchè ti mette in queste condizioni, lottare per sopravvivere ad un qualcosa più forte di te che ti sta mangiando da dentro.
Non so cosa si prova in quei momenti, me lo chiedo spesso, me lo sono chiesto spesso in questi due mesi.
Non so se è piu forte la voglia di abbandonarsi o di provare a combattere.
Non so se ti rendi conto di stare per morire, lo posso solo intuire.
So solo che vorrei averlo ancora qui con me perchè non è giusto morire a 39 anni.
Abbiamo vissuto esperienze incredibili, ho girato mezza Europa sopra un furgone con lui sempre al mio fianco.
Abbiamo fatto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare.
Era una Generazione Dookie anche lui e questa cosa ci ha sempre legati particolarmente, perchè solo chi ha vissuto quegli anni e quell’euforia ha quel pizzico di pazzia che ci accomuna.
Ha lasciato un vuoto dentro di me che non si colmerà mai.
Ancora adesso ho la tentazione di scrivergli, mandargli un audio pieno di insulti verso chi odiavamo, ascoltare il suo audio di risposta in cui mandava a fanculo mezzo mondo.
Mi manca, cazzo.
E non posso nemmeno credere a quella storiella che dice che i morti non ci abbandonano ma restano con noi.
No cazzo, lui non c’è più…ed è l’unica e incontrastata verità.
Ho il terrore di dimenticare la sua voce ma i suoi audio non li riesco a sentire.
Anzi, credo che non riuscirò mai più a sentirli.
Non riesco nemmeno a mettere su uno dei suoi dischi, non ce la faccio.
Dicono che il tempo poi ti fa dimenticare, ma io non voglio dimenticare, sarebbe orribile.
Mi rimane solo il tuo ultimo saluto, la mia ultima carezza a sistemarti quel ciuffo dei tuoi adorati capelli, la tua smorfia, il tuo dolore che era anche un po’ il mio.
Avrei voluto farti coraggio, darti il mio.
Avrei voluto ancora quel furgone, quella voglia di libertà da mille pensieri, quelle strade viste dal finestrino,  quelle serate spinte.
Non ci rivedremo più invece, ed è la cosa che mi fa più male.

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