giordana angi
Musica

Giordana Angi (ma poteva essere anche Mario Sticazzi)

“Oggi Giordana Angi incontrerà i suoi fans e firmerà le copie del suo ultimo disco Casa”

Mi compare questo cartellone davanti agli occhi, ieri, quando entro al Tiare, centro commerciale di Villesse, meta preferita per il gelato della Lindt e per il fresco refrigerio in una estate caldissima (cit.).
Lo ammetto, i miei gusti musicali sono fermi ad almeno 10/15 anni fa, seguo con malsana ironia le audizioni di X-Factor e per il resto rimango aggiornato alle tendenze musicali ascoltando la radio nei miei viaggi in macchina.

Le radio trasmettono sempre le soliti canzoni, i soliti artisti, la solita merda, ma credetemi quando vi dico che questa Giordana Angi non l’avevo mai sentita nominare, nemmeno a Studio Aperto che, di solito, in quanto a trash non guarda in faccia a nessuno.

Non ho nulla contro la signorina eh, anzi per mettermi alla pari della folla che la attendeva davanti al palchetto, mi sono informato su Google, per capire se oltre alla cantante facesse anche i turni notturni in qualche fabbrica della Brianza.

Scopro invece che ha un contratto discografico con la Universal, che vuol dire “Ok per qualche anno faccio la cantante, poi quando uscirà il disco di Mario Sticazzi mi inventerò un lavoro, tipo Rocco Casalino”.
Perchè poi il succo del discorso è tutto qui.
Questi ragazzi che escono dai talent show sono più precari degli operai Fiat, vivono un paio di estati da protagonisti e poi boh, vengono inghiottiti dal buco nero di Adecco, che li mastica, li digerisce e li ributta sul mercato come sondaggisti di marche di gelato.

Ci sono anche le eccezioni per l’amor del vostro Dio, perchè poi lo so che mi scassate gli zebedei con “E allora Annalisa?”, “E allora Giusy Ferreri?”, “E allora Marco Mengoni?”.
Solo che poi io vi risponderei con “E allora (aggiungi un nome a caso di un vincitore di X-Factor-Amici, se ve lo ricordate prima di tutto)?”.

Giordana Angi sarà sicuramente bravissima, anche se le canzoni che facevano ascoltare nell’attesa mi farebbero pensare al contrario, però rappresenta il nulla artistico, un prodotto da catena di montaggio costruito dai signorotti un po’ sfigati della discografia italiana per piacere a questa generazione, che non ha miti e non ha eroi, ma solamente dei ragazzini da idolatrare perchè imposti.

Canzone di sottofondo consigliata : La fabbrica di plastica – Gianluca Grignani (1996)

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